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L e r e c e n s i o n i
"Gli Ebrei si raccontano"
Guido Weiller, La Bufera, La Giuntina, Firenze 2002, € 12
Elena Colonna, Milena e i suoi fratelli, Rubbettino, Soveria
Mannelli 2003, € 6,25
Luciano Ascoli, Tu vil marrano, Bardi editore, Roma 2002, € 13
Giuliana Tedeschi, C'è un punto della terra...Una donna nel lager
di Birkenau,
II edizione, La Giuntina, Firenze 1993, € 11,36
Giorgina Arian Levi, Isacco Levi. La religione del cuore,
Silvio Zamorani, Torino 2000, € 5,16
Intendo parlare brevemente di tre libri che documentano, ciascuno, una
diversa avventura umana che si è impressa nei ricordi di tre ebrei italiani
che rivivono ora le storie della loro giovinezza e raccontano le loro
vicende durante gli anni amari dell'occupazione nazista. Hanno in comune, le
loro storie - come quasi tutte quelle di chi, in Alta Italia, ha avuto la
fortuna di sfuggire alle grinfie dei nazisti - un soggiorno in Svizzera:
quella Svizzera che non in tutti ha lasciato un buon ricordo e che oggi è
sotto il fuoco di ogni sorta di rimproveri e di critiche per vari motivi ma
che, insomma, con le buone o con le cattive, a molti di noi, compreso chi
scrive, ha permesso di portare a casa la pelle. Il bellissimo libro di
Guido Weiller, La bufera, con la Svizzera c'entra poco: la fuga in
Svizzera in questo libro rappresenta non il teatro delle avventure, ma
l'epilogo. Infatti Weiller racconta soprattutto del soggiorno, suo e di
altri membri della sua famiglia, presso un piccolo gruppo di partigiani
dell'Ossola. Ciò che distingue questo libro da altri che narrano cose di
guerra, è la pacatezza del racconto, la descrizione viva e al tempo stesso
minuziosa della vita di questo piccolo nucleo partigiano; il giovinetto
Guido non vi appare come un eroe, ma come quello che, con la sua precoce
abilità tecnica e pratica, risolve molti dei problemi quotidiani del piccolo
nucleo di ribelli, dal restauro delle armi arrugginite e in disuso ai
piccoli problemi della cucina e del focolare. È soprattutto un racconto
godibilissimo, che si legge d'un fiato e che ci presenta quegli anni di
guerra e di sofferenza sotto un aspetto imprevisto.
È invece dedicato principalmente ai soggiorni in Svizzera di una faniglia
milanese, quella appunto dell'autrice, Elena Colonna, il libro Milena e i
suoi fratelli. È una specie di Rashomon familiare. I diversi membri
della famiglia raccontano le loro avventure svizzere: ci sono momenti di
commozione quando si descrive l'ansiosa e angosciosa attesa delle ragazze,
della loro mamma e del fratellino per l'arrivo del padre. Con vivacità e
humour sono dipinte diverse figure di svizzeri e di rifugiati. Il libro si
conclude con quattro "storie del tempo di guerra", dichiaratamente opere di
fiction drammatiche e piene di umana verità. A mio parere, sono la parte più
valida del libro. Una nota a parte merita il libro Tu vil marrano
di Luciano Ascoli. La storia della famiglia Ascoli è molto diversa dalle
altre due. Anche essa passa per la Svizzera, ma il passaggio in Svizzera
incomincia con una tragedia: la madre dell'autore scivola in una burrone,
già in territorio svizzero e muore. Ma il libro tratta solo in parte delle
avventure 'di guerra' dell'autore: vi si parla molto della storia della
famiglia, di probabile origine marrana e della situazione dei marrani, molto
sentita dall'autore, in quanto la tradizione di transfuga dall'una e
dall'altra religione si è perpetuata fino ai tempi dell'autore, di famiglia
mista, in parte convertita come a molti accadde in quegli anni per paura e
per salvare la pelle, in parte dichiaratamente agnostica. Il libro alterna
aneddotica personale, meditazioni sulla condizione ebraica e i risultati di
ricerche storiche su una famiglia che nel suo peregrinare fra Ancona,
Dubrovnik, Trieste e infine Venezia ha avuto un corso di eventi molto
rappresentativo. Se poi si volesse volgere lo sguardo alla storia di una
sopravvissuta meno fortunata, che non sfuggì alla deportazione ma tuttavia,
pur perdendovi il suo compagno, si salvò, raccomando il libro, non più una
novità libraria, ma sempre valido, una specie di Se questo è un uomo
al femminile, di Giuliana Tedeschi: C'è un punto della terra... Chi
ha conosciuto Isacco Levi, caro amico di tutti noi ebrei torinesi, leggerà
con commozione la lunga intervista Isacco Levi. La religione del cuore
che gli ha fatto Giorgina Arian Levi, che è a sua volta un personaggio
notevole.
Eleonora Heger Vita, anglista, classicista, romanziera.
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