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"III numero novembre-dicembre 2002"
IN QUESTO NUMERO
EDITORIALE
"Nahum
Goldmann: il profeta dimenticato" di Bruno Segre I CONTRIBUTI
Ebrei e gentili
"Il
cristianesimo nella teologia ebraica" di Rav
Charles Touati
con le considerazioni di Paolo De Benedetti
Un dossier redatto originariamente nel 1968 - ma pubblicato
soltanto nel 2001 - concerne il modo in cui l'ebraismo ortodosso (e in
particolare il rabbinato francese) percepisce il cristianesimo. Paolo De
Benedetti, che ragiona non solo sui contenuti ma anche sul destino molto
singolare del documento, si pone una serie di intriganti quesiti circa i
motivi che hanno dissuaso i rabbini di Francia dal concedere a questo
pronunciamento la loro approvazione. Ebraismo laico
"Nove
'piste' per gli ebrei laici"
di Rav Sherwin T. Wine
La libertà individuale, l'egemonia delle scienze e della tecnologia, la
democrazia politica, l'esogamia diffusa, il vigoroso femminismo, la
mobilità geografica e sociale, la cultura scevra di etnicità degli ebrei
diasporici, l'emancipazione delle comunità ebraiche dallo spirito del
ghetto: sono queste le novità che definiscono oggi il contesto
dell'esistenza ebraica.
"Una
identità liberata" di Franco Israel Piazzese
Nel corso della storia e in luoghi differenti, gli ebrei hanno sviluppato
modi diversi di affermare ed esprimere la loro identità. Per il movimento
degli ebrei laici umanistici, questo pluralismo costituisce una
caratteristica essenziale della vita ebraica. L'adesione all'ebraismo
umanistico (o libero) non postula alcuna conversione: è ebreo una persona
di nascita ebraica, o chiunque si dichiari ebreo e si identifichi con la
storia e il destino del popolo ebraico.
Israele tra guerra e pace
"Lo
Stato degli ebrei" di Giuseppe Franchetti
Quando, in un Vicino Oriente riconciliato, accanto a Israele nascerà lo
Stato di Palestina, sarà interesse comune di ebrei e arabi che nel
territorio di Israele vi siano quante meno persone possibile di etnìa
diversa. Ciò deve e può accadere senza dare luogo a trasferimenti di
popolazione, ma trasferendo le linee di confine, ossia puntando non sulla
sacralità del territorio ma sulla sacralità degli umani.
"Tzitzit,
fili per ordire, tramare, tèssere la pace" di Rav
Arthur Waskow
Gli ebrei osservanti legano tzitzit agli angoli dei loro indumenti:
frange in cui ha luogo la commistione tra il vestito e l'aria
dell'universo. Onde assicurarci buoni vicini, servono non solidi steccati
ma buone frange. Ebrei e palestinesi, che nell'arco dei decenni hanno
espresso flagelli di ossessività. di violenza, di odio, devono ripudiare
atti di zelo fanatico. Occorre che riprendano a tessere tra loro una
frangia sacra. e che creino un nuovo patto di fraternità.
"La
pace è possibile" del 'Gruppo Martin Buber - ebrei per la pace'
Israeliani e palestinesi sono chiamati a superare la logica del terrorismo
e della guerra. Le leadership politiche dei due popoli devono cambiare
rotta. È auspicabile che, incentivate da un rinnovato impegno della
cornunità internazionale, esse ritornino senza precondizioni al tavolo
delle trattative facendo riferimento ai contenuti dei negoziati del
gennaio 2001, a Taba. Il rapporto tra i due popoli si deve fondare sul
reciproco rispetto e sulla pari dignità.
Voci dalla diaspora
"Tango
judío" di Furio Biagini
Il ruolo che gli immigrati ebrei in Argentina svolsero nel diffondere il
tango - danza sensuale che inizialmente si ballava soltanto nei bordelli -
resta ancora da esplorare. Proveniente soprattutto dalla Polonia, dalla
Russia, dalla Bessarabia. dalla Moldavia, l'immigrazione ebraica allargò
l'orizzonte musicale del tango con una quantità impressionante di
compositori, parolieri, strumentisti virtuosi, arrangiatori e popolari
cantanti.
Le recensioni
"
'Le Matriarche' di
Catherine Chalier" di Francesco Maria Feltri
"
'Raffaele Mattioli e il filosofo domato' di Sandro
Gerbi" di Beppe Benvenuto
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