|
"II numero maggio-giugno 2002"
IN QUESTO NUMERO
EDITORIALE
"Lettera
a un prete filopalestinese" di Bruno Segre
"La
Sinistra per Israele" di Giuseppe Franchetti e Luciano Belli
Paci I CONTRIBUTI Memoria e Memorie
"A
Praga non tace il vecchio cimitero ebraico"
di Giorgio Mangini
"...Io sono una cornacchia ('kavka' nella lingua dei boemi), e strillo
tutto il giorno nascosta fra gli alberi del cimitero ebraico di Praga, per
risvegliare il ricordo della vita che è sempre presente, anche nella
morte... Se lo faccio, è per dare la mia voce a quei 77.297 ebrei di
Boemia sterminati dai nazisti..."
"Perché
non accada più" di Giorgio Gomel
In una società che tende a rimuovere e banalizzare il male, la memoria
della Shoah deve innanzitutto contenere in sé la finalità di offrire alle
generazioni più giovani il senso concreto di un legame tra le vicende
dello sterminio nazista e situazioni di violenza, di offesa ai diritti
umani, di eccidi di massa che accadono oggi. Un ricordare, dunque, non
angoscioso né ossessivo ma consapevole e orientato positivamente verso il
futuro.
""Zakhor"
e "shamor"" di Riccardo Di Segni
È finita l'epoca delle deleghe al 'clero'. Tutta la comunità ebraica ha
gli stessi diritti e doveri, dunque occorre che nessuno si sottragga alle
proprie responsabilità. Vanno riscoperti il senso, la bellezza, la
profondità dell'osservanza. E in tale contesto i rabbini devono esercitare
il loro ruolo primario, che è quello di distinguersi soprattutto come
Maestri: guidando, aiutando e promuovendo questa riscoperta.
"Attualità
del "Contro Apione "" di Eleonora Heger Vita
Giuseppe Flavio fu una figura di 'moderato' che, ancora a distanza di
secoli, gli idealisti disprezzano per la sua resa nella guerra contro i
romani. Il suo Contro Apione è un testo apologetico godibile e
attuale: contiene una vibrata risposta agli attacchi di un intellettuale
alessandrino violento e insultante, animato da una feroce giudeofobia.
"Fosse
parallele" di Laura Voghera Luzzatto
L'Oltre nella Bibbia
"Le
irriducibili" di Daniela Manini
Fin dall'ingresso delle donne nella Bibbia, il loro comportamento fa
discutere. Tuttavia a partire da Eva giù giù sino a Rebecca, Tamar, Ruth,
Giuditta, Ester e Debora, la Bibbia - che molto pragmaticamente non
giudica a priori ma guarda ai risultati, valutando le azioni alla luce
delle loro conseguenze - non condanna le donne, anzi, ne fa dei capisaldi
nella storia di Israele.
"Pace
in te, Gerusalemme" di Don Pier Francesco Fumagalli
Gerusalemme è una città sacra per ebrei, cristiani e musulmani. Il suo
stesso nome evoca la pace. Il tragico presente e soprattutto un futuro
colmo di rischi sembrano invocare una nuova 'profezia': realizzare la
compresenza dei diversi tipi di fede, ma in ciascuna valorizzando forze
insospettate, nella logica di Abramo che intraprende un cammino incerto ma
garantito dalla fede nella promessa.
Israele tra Passato e Futuro
"Il
Documento Moratinos"
All'indomani delle consultazioni tra le delegazioni israeliana e
palestinese presenti a Taba nel gennaio 2001, l'ambasciatore Miguel
Moratinos (incaricato dall'Unione Europea di seguire i negoziati di pace
nel Vicino Oriente) stese questo documento, che non ha il crisma
dell'ufficialità e tuttavia è considerato da entrambe le parti in causa un
resoconto sostanzialmente corretto degli esiti delle trattative allora in
corso.
"L'eterno,
il duraturo e l'effimero" di Marco Maestro
Al fine di sviluppare una riflessione critica circa le numerose questioni
messe sul tappeto a Taba e rimaste aperte dopo il fallimento dei
negoziati, è utile leggere in controluce il 'Documento Moratinos',
scandendone secondo un particolare asse interpretativo i vari punti (i
confini, Gerusalemme, i profughi, e così via) e raggruppandoli secondo
categorie temporali, reali o supposte: quelle appunto indicate nel titolo.
"Trattini
e tragedie" di Guido Lopez
V'è fra noi chi allinea trattini, e invece che Dio scrive D-o. Ma se D-o
esprime l'Innominabile, anche D-o non basterebbe; e neppure D- -o, e così
all'infinito. Nel post scriptum, udiamo la voce accorata di un
milanese che sta in Israele dal 1945, Dario Navarra. Con angoscia, costui
vede dipanarsi l'attuale tragedia, e si domanda come sarà possibile,
nell'lsraele d'oggi, fare salvo un passato di saggezza profetica e di
splendida cultura illuministica.
|