Negli ultimi tempi il governo israeliano ha messo in atto un preoccupante spostamento verso l’estrema destra.

Dopo il fallimento delle trattativa con i laburisti per allargare la maggioranza di governo, Netaniahu ha silurato il ministro della difesa, il generale Yaalon e ha imbarcato Lieberman, il leader dell’estrema destra.

Il pretesto  per il siluramento di Yaalon è stato l’uccisione a sangue freddo da parte di un militare israeliano di un terrorista palestinese, già gravemente ferito e giacente a terra. Yaalon e il capo di stato maggiore volevano portare a giudizio il militare, colpevole di aver trasgredito il codice etico della Zavà. Di opinione contraria era Netaniahu, per il quale si era trattato di legittima difesa, in quanto il terrorista avrebbe potuto avere una cintura esplosiva. Il vicecapo di stato maggiore, generale Golan, esprimeva pubblicamente l’opinione che l’atmosfera politica in Israele si stava avvelenando e somigliava a quella tedesca degli anni trenta, precedente l’avvento di Hitler.

Uno dei primi atti di Lieberman era un violento attacco agli Stati Uniti per l’accordo nucleare con l’Iran, paragonandolo all’accordo di Monaco con la Germania hitleriana. Doveva intervenire Netaniahu.  In seguito si verificavano numerosi episodi allarmanti.

Un paio di esempi fra i tanti.

  – Netaniahu procedeva a una riorganizzazione  dell’ente radio televisivo dove vi erano critici del governo, e la ministro della cultura, Miri Regev, diceva testualmente “non è accettabile che i giornalisti che vengono da noi pagati  possano dire quello che vogliono”.

  – Nel precedente governo il ministro Lapid aveva varato una legge per cui

nelle yeshivot dei haredim finanziate dallo stato si dovano insegnare anche le materie base, matematica inglese, in modo che i ragazzi potessero eventualmente trovare un lavoro. Proprio questo però non era accettato dai dirigenti politici per cui il lavoro esterno è roba da donne, mentre gli uomini devono dedicarsi allo studio della Torà e del Talmud.  E Netaniahu, di fronte alla minaccia di abbandono della maggioranza, acconsentiva alla cancellazione della legge.

Questo tipo di atteggiamento non piace a tanti, fra cui molti italkim.

Si proponeva quindi di creare una presenza di Keshet su internet, con frequenza almeno mensile, dato che la grande maggioranza dei media ebraici presentavano il governo di Israele solo in maniera positiva. Mimi Navarro prendeva  l’iniziativa di convocare una riunione degli italkim non in ferie e presenti in Israele. Vi era una dozzina di persone di varie tendenze ideologiche e tutti concordavano sull’utilità di una iniziativa el genere, che spiegasse agli ebrei italiani quale era la realtà politica.

Vi  è il problema che ogni critica al governo di Israele può essere sfruttata in senso anti-israeliano  dalla propaganda palestinese. Si deve quindi trovare il modo di spiegare come essere contrari a determinati atteggiamenti politici governativi   non significa essere contrari all’essenza di una politica che miri a difendere l’esistenza del popolo e dello stato, specialmente contro il terrorismo e il nazi-islamismo del governo di Gaza.

Attualmente é sorto il problema dell’atteggiamento dell’Unesco, verso cui non vi può essere che una riprovazione senza se e senza ma, anche perché l’episodio è un incitamento agli estremisti palestinesi e islamici  ad aggredire gli “occupanti” ebrei, e nella diaspora ha dato adito a rigurgiti antisemiti, benchè vi siano state anche molte risposte per noi positive e di riprovazione della votazione italiana.

La  proposta iniziale è di trovare qualche decina di persone, fra israeliani e italiani, che si impegnino a una collaborazione continuativa, anche se saltuaria.

Giuseppe Franchetti